Nicola Giordano, cinquantenne, si è formato a Torino, città dove vive, ha collezionisti in Italia e in Europa, guadagnando vasta notorietà e successi di pubblico, di critica e di mercato. Parliamo di un uomo colto che ha letto i libri e frequentato i musei, un tecnico eccellente, quindi, di un artigiano che conosce come pochi ai nostri giorni le virtù dei colori, i mestieri e i saperi necessari per fare pittura ad olio buona come quella dei maestri del passato. Nicola Giordano con questo tipo di cultura e di formazione, usa la lingua e le tecniche antiche fin dalla preparazione della tela, con un abbozzo alla biacca, per poi procedere con la definizione delle forme, con velature, ritocchi e sfumature. Un procedimento molto lungo che mantiene il fascino e il risultato ineguagliato del mestiere antico. Le informazioni acquisite che gli hanno consegnato le accademie, i libri, i musei, che ha approfondito, sperimentato, perfezionato nel suo lavoro fino a farle proprie e trasformarle nel suo “modus operandi”. Il Sogno, il Mito e il Simbolo, i temi preferiti, interpretati e caratterizzati da una visione  in maniera personale. Quella di Giordano è una passione autentica al di là delle mode del momento, un sentimento che lo spinge al di fuori delle regole. Giordano trasporta tutto in un’altra dimensione dove la realtà non rimanda mai a se stessa, ma ad un mistero che trascende tutto e tutti, nei soggetti dipinti è la naturale conseguenza di un’inesauribile necessità di sfidare la realtà sul piano della percezione visiva. E’ evidente che il risultato dell’opera è di gran lunga superiore al puro confine fisico di ciò che viene dipinto, che sia una natura morta, un corpo femminile, l’onda del mare o la duna del deserto, dove l’emozione è sempre predominante in un virtuoso gioco di luce ed ombre che danno vita ad un linguaggio vibrante, misterioso e per questo affascinante.

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